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Exxon
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La mwdqExxon (conosciuta anche come mwdgEsso, stilizzato in mwdwƐsso, in passato in alcune zone mweaƐnco) è stata una mweqsocietà petrolifera statunitense, fusasi con la mwegMobil nel 1999 per formare mwewExxonMobil, uno dei più grandi colossi dell'industria petrolifera mondiale, tuttora detentrice del marchio "Esso".
Contents
• Storia
• Note
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Storia
La Exxon nacque come mwfwStandard Oil of New Jersey il 5 agosto 1882, come parte del mwgatrust mwgqStandard Oil.cite-ref-4-2-0[2]
Dopo un primo parziale scioglimento della società madre avvenuto nel 1892, che ridusse il trust ad un'associazione di 20 compagnie (contro le 91 originali), la Standard del New Jersey assunse sempre maggiore importanza nel gruppo, e il 26 maggio 1899 divenne la "mwhwholding company" del gruppo Standard.cite-ref-4-2-1[2]cite-ref-02-3-0[3]
Nel 1902 la società fece il suo ingresso in mwkqFrancia, e dal 1920 si diffuse il carburante "Eco"cite-ref-4[4], successivamente "Standard" (per la benzina normale) e "Esso" per il mwlwsupercarburante.
Nel 1911 il gruppo Standard Oil fu sciolto e suddiviso in sette società regionali indipendenti, ognuna con i diritti al marchio "Standard" in alcuni stati. La Standard del New Jersey acquisì i diritti in mwoaquello stato, nel mwoqMaryland, mwogVirginia Occidentale, mwowCarolina del Nord, mwpaCarolina del Sud e mwpqDistretto di Columbia.
Durante la mwpwprima guerra mondiale, la compagnia impegnò 41 petroliere per i rifornimenti agli mwqaalleati europei.cite-ref-4-2-2[2]
Dal 1923 la controllata mwuatedesca DAPG (mwuqDeutsch-Amerikanische Petroleum Gesellschaft, fondata nel 1890 come succursale della Standard Oil) avviò la costruzione di una rete di mwugstazioni di servizio nel paese.cite-ref-5-5-0[5]
Nel 1933 Jersey Standard e mwcgSocony-Vacuum (la futura Mobil Oil) unirono i loro interessi in oriente con una mwcwjoint venture paritaria, la "Standard-Vacuum" (Stanvac), che operava in 50 paesi dall'mwdaAfrica orientale alla mwdqNuova Zelanda; fu sciolta nel 1960cite-ref-4-2-5[2].
Dal 1941 la compagnia acquisì i diritti del marchio Standard anche per mwjgPennsylvania, mwjwDelaware, mwkaArkansas, mwkqTennessee, e mwkgLouisiana. In questi stati, iniziò quindi a commercializzare i suoi prodotti sotto il marchio mwkwEsso.
Durante la mwlqseconda guerra mondiale, 93 navi della compagnia furono affondate durante operazioni belliche.cite-ref-4-2-6[2]
Dopo la mwmwcrisi di Suez, le autorità del mwnaRegno Unito commissionarono alla società la costruzione di navi mwnqsuperpetroliere, al fine di ridurre la necessità di scali della flotta, la prima delle quali ad essere realizzata fu la mwngEsso Northumbria, varata nel mwnw1969 (all'epoca risultava la più grande nave costruita nel Regno Unito).cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]
Nel 1960 la compagnia prese definitivamente il controllo della Humble Oil, che assorbì le attività delle società Esso Standard, Carter, Pate e Oklahoma Oil.cite-ref-02-3-5[3] Nello stesso anno, furono interrotte le attività della Stanvac, spartite tra le due compagnie proprietarie, Exxon e mwrqMobil.cite-ref-4-2-7[2]
Il 6 luglio 1962 la Exxon avviò una joint venture con un gruppo di investitori mwswiraniani per la produzione e vendita di olio e lubrificanti a marchio Esso a mwtaTeheran. Dopo la mwtqrivoluzione iraniana del 1979, le attività nel paese furono assorbite dalla mwtgBehran Oilcite-ref-10[10].
Nel 1963 la produzione ammontava a 3.412.000 mwvabarili di petrolio al giorno.cite-ref-4-2-8[2]
La Jersey Standard cambiò il suo nome in mwwgExxon Corporation nel 1972 e scelse Exxon come marchio in tutti gli Stati Uniti. In altre parti del mondo, Exxon e le sue affiliate continuarono però a usare il marchio Esso.
Exxon Chemical Company divenne una organizzazione di importanza globale nel 1965, e nel 1999 era uno dei maggiori produttori e venditori di alcheni, composti aromatici, mwxapolietilene e mwxqpolipropilene, oltre che di prodotti particolari come mwxgelastomeri, mwxwplastificanti, mwyasolventi, mwyqalcoli e resine adesive. Era anche leader nella tecnologia dei catalizzatori mwygmetalloceni per la produzione di polimeri unici ad alte prestazioni.
Nel 1998 Exxon e Mobil hanno firmato un accordo di 73,7 miliardi di dollari per unirsi e formare una nuova compagnia chiamata mwzaExxon Mobil Corporation; la fusione è stata completata il 30 novembre mwzq1999 e l'accordo è stato annunciato il giorno successivo. Il nuovo gruppo continua ad utilizzare entrambi i marchi per la vendita dei suoi prodotti e per le stazioni di servizio.
Il disastro ambientale della Exxon Valdez
Il 24 marzo mw0g1989, poco dopo mezzanotte, la petroliera mw0wExxon Valdez urtò la Bligh Reef nello mw1astretto di Prince William in mw1qAlaska, sversando in mare più di 42mw1g 000mw1w m³ di greggio. Fu la maggiore perdita di petrolio in mare della storia degli USA e proprio in conseguenza dell'incidente della Exxon Valdez il mw2aCongresso degli Stati Uniti emise il cosiddetto mw2qOil Pollution Act. Exxon pagò 300 milioni di dollari per l'incidente e decise anche di indennizzare più di 11.000 fra persone ed imprese dell'Alaska. Inoltre, la compagnia pagò 2,2 miliardi di dollari per la pulizia del golfo di Prince William, che si concluse 1992, quando lo Stato dell'Alaska e la mw2gguardia costiera USA dichiararono completa la bonifica. Exxon pagò anche un miliardo di dollari per risarcimento ai governi federale e statale.
Virtualmente tutti gli indennizzi furono pagati completamente entro un anno dall'incidente e il tribunale lodò Exxon per la disponibilità e la sollecitudine; comunque Exxon deve ancora pagare per il risultato della più grande sentenza di risarcimento, pari a 4,5 miliardi di dollari. I risarcimenti furono decretati dal giudice della corte federale ad mw3aAnchorage e sono stati annullati due volte, poiché giudicati eccessivi, dalla Corte d'Appello (Ninth Circuit).
In Italia
L'attività in Italia trae origine dalla mw3wSocietà italo-americana pel petrolio (SIAP), fondata a Venezia il 16 maggio 1891 alla presenza, tra gli altri, di mw4aJohn D. Rockefellercite-ref-0-11-0[11], congiuntamente con la mw5qmw5gBenedetto Walter & C. Inizialmente la prima attività che si sviluppa è quella dei bunkeraggi marini. La SIAP diviene da subito una consociata della mw5wStandard Oil Trustcite-ref-0-11-1[11]. Nel 1895 viene costituita la filiale di mw7qGenova, con 10 impiegati. All'epoca la società conta un totale di 42 dipendenticite-ref-1-12-0[12].
Nel 1900 apre il deposito di mw8wPadova, mentre il personale italiano raggiunge i 100 dipendenti. Nel 1902 è invece la volta di Napoli, Portici, Bologna, Milano e Reggio Emilia, seguite poi da altre città. Dal 1909, avvia il commercio di carburanti mw9aaeronautici. Tra il 1911 e il 1912 vengono assunte le prime donnecite-ref-1-12-1[12] e nel 1913, la sede della società viene trasferita a mw-qGenovacite-ref-0-11-2[11]cite-ref-1-12-2[12].
Dopo la mwaqmprima guerra mondiale, la SIAP assume una partecipazione nella mwaqqRaffineria mwaqutriestina olii mineralicite-ref-0-11-3[11], ampliando i propri affari, e diventa la prima società ad installare in Italia (a Genova) i mwaqodistributori automatici stradalicite-ref-0-11-4[11]. Tra i prodotti di punta dell'epoca, spiccano i carburanti mwaq8Lampo (poi divenuto mwaraStandard)cite-ref-13[13] e mwaruLampo mwaryAvio (poi mwarcStanavo)cite-ref-2-14-0[14], mentre alla fine degli anni '20 sarebbe entrato in commercio il mwarwsupercarburante mwar0Essocite-ref-2-14-1[14]; degno di nota anche il mwasiFLIT, tra i primi insetticidi moderni.cite-ref-0-11-5[11]
A partire dal 1º gennaio 1933, la SIAP assume direttamente il controllo delle attività di vendita nel ramo lubrificanti della mwasgRaffineria triestina olii minerali.cite-ref-15[15]
Nel 1938 la SIAP cambia nome in mwatqStandard Società italo americana pel petrolio.cite-ref-1-12-3[12]
Nel 1941, in seguito allo scoppio della mwatoguerra con gli mwatsStati Uniti, la società viene sequestratacite-ref-0-11-6[11]; sarà restituita alla Standard solo nel 1946cite-ref-1-12-4[12], quando assume il nome di mwauqStandard Italo Americana Petroli. Nel 1950 la società cambia nuovamente denominazione in mwauuEsso Standard Italiana; la Esso italiana avvia una politica di espansione, con l'apertura di impianti e il varo di diverse petrolierecite-ref-0-11-7[11]. Prodotto di punta del dopoguerra è il supercarburante mwauoEsso Extra.cite-ref-1-12-5[12]
Nel 1948, sul territorio di mwavaPriolo-mwaveMelilli-mwaviAugusta, in mwavmprovincia di Siracusa, l'imprenditore italiano mwavqAngelo Moratti avvia la costruzione di mwavuuna raffineria di olii minerali, entrata in servizio nel 1953 con la denominazione mwavyRASIOM-Raffinerie Siciliane Olii Minerali; nel 1961 viene acquistata dalla Essocite-ref-1-12-6[12] e nel 1972 avviene la fusione definitiva, con la nuova denominazione mwavsEsso Italiana Raffineria di Augusta. Da notare che la Esso in mwavwSicilia si trova in quello che viene definito il "triangolo industriale" (i tre comuni sopra elencati) del siracusano. Detta zona ha subito un forte inquinamento industriale a causa di una scarsa politica di salvaguardia della natura e della salute.cite-ref-17[17]
In generale, tra il 1946 e il 1962 la Esso investe in Italia oltre 115 miliardi di lire, in maggioranza (51%) concentrati nel settore della mwawiraffinazione; buona parte di questi investimenti, circa il 40%, riguarda zone industriali nel mwawmSud Italia e nelle mwawqisolecite-ref-18[18].
Dal 1965 al 1984 la Esso italiana ha finanziato e curato la realizzazione, pubblicazione e diffusione della serie di documentari aventi come titolo mwaw8mwaxaL'Italia vista dal cielo, realizzati da mwaxeFolco Quilici, trasmessi nel 1977 dalla mwaxiRAIcite-ref-19[19] e restaurati nel 2002cite-ref-1-12-7[12]; già nei primi anni '50, inoltre, la compagnia aveva finanziato i mwaxsConcerti Sinfonici Esso, trasmessi sempre sulle reti radiofoniche della RAIcite-ref-1-12-8[12]. Nei primi anni sessanta stipula un accordo con l'azienda di giocattoli milanese mwayamwayeCo-Ma permettendo a quest'ultima di realizzare modellini di mwayistazioni di servizio marchiate Esso. Sempre nello stesso periodo, la compagnia mette a disposizione anche una serie di video didattici sulla mwaymfisica e sulla mwayqchimica per le scuole italianecite-ref-0-11-8[11]; realizzati da università straniere, la versione in italiano è curata dalla Commissione Nazionale per i corsi pilota in Fisicacite-ref-20[20]cite-ref-21[21].
Nel 1971 viene costruito ad mwaziAugusta un nuovo impianto per mwazmlubrificanti, il più grande in mwazqEuropa.
Nel 1986 l'impianto di mwazyVado Ligure, realizzato nel 1925, subisce un'importante ristrutturazione, per un costo di oltre 40 miliardi; diventa negli anni '80 e '90 uno dei principali siti della Esso in Europa.cite-ref-22[22]
Nel 1992 anche la Esso inizia la vendita in Italia della propria mwazwbenzina senza piombocite-ref-0-11-9[11].
Nel 2000, in seguito alla fusione tra mwaaiExxon e mwaamMobil, nasce in Italia la mwaaqExxonMobil Mediterranea, mwaauholding con funzione di coordinamento per le singole società dell'Europa meridionale e del mwaayNord Africacite-ref-1-12-9[12] e unita alla Esso italiana nel 2009cite-ref-2-14-2[14]. Sempre a seguito della fusione, nel 2003 il capitale della società sale a 78,9 milioni di euro, con l'incorporamento della mwaa8Mobil Oil Italianacite-ref-1-12-10[12].
A partire dal 2012 è iniziata una politica di cessione ad altre società degli impianti Esso, che hanno tuttavia mantenuto il marchio della compagnia, che ha continuato a vendere i propri carburanti.cite-ref-3-25-0[25]
Nel 2017 le restanti 1176 stazioni di servizio Essocite-ref-3-25-1[25], pur mantenendo lo storico marchio, vengono cedute al gruppo indiano dei fratelli Issacite-ref-26[26], Euro Garages (EG Group), noto in Italia come "EG Italia S.p.A.". Il 9 maggio 2018 viene inoltre annunciata la vendita della raffineria di Augusta all'azienda di stato algerina mwacwSonatrachcite-ref-27[27]. Come risultato del progressivo disimpegno dal paese, con l'avvio di un piano di esubericite-ref-28[28]cite-ref-29[29], la Esso ha mantenuto in Italia le attività di vendita di lubrificanti e una quota della raffineria mwadkSarpom di mwadoTrecatecite-ref-30[30]. Queste ultime attività verranno cedute al mwad8Gruppo API in base ad un accordo siglato nel 2022.cite-ref-03-31-0[31]
In Germania
In mwae0Germania la compagnia apparve come sussidiaria della Standard Oil il 25 febbraio 1890, col nome di mwae4Deutsch-Amerikanische Petroleum Gesellschaft (DAPG), fondata a mwae8Brema cdagli imprenditori tedeschi Franz Ernst Schütte, Carl Schütte e Wilhelm Anton Riedemann, e da John D. Rockefeller.
Nel 1891 l'azienda rilevò l'attività di importazione di petrolio di Edmund Siemers, mentre a metà del decennio acquisì la metà delle azioni della raffineria di petrolio di Brema (in seguito mwaferaffineria di Mineralöl, ex August Korff). All'inizio del XX secolo il petrolio veniva venduto con il marchio mwafiDapol e la benzina con il marchio mwafmDapolin. Nel 1904 la Standard Oil rilevò il 50% delle azioni della società e trasferì la sede ad mwafqAmburgo. Dal 1923 la società avviò la costruzione di una rete di mwafustazioni di servizio nel mwafypaese.cite-ref-5-5-2[5]
Nel 1928 fu lanciato il marchio mwafwEsso per la mwaf0benzina super, arricchita con il 10% di mwaf4benzene. Durante mwaf8la successiva crisi economica, la DAPG acquisì numerose azioni della mwagaOelhag (di cui divenne azionista al 50% nel 1938) e della mwagiAtlantic Company.
In seguito all'mwag4annessione dell'Austria nel 1938 e alla successiva riorganizzazione del settore, la mwag8mwahaVacuum Oel AG di mwaheVienna e la sua raffineria di Kagran furono assegnate alla DAPG.cite-ref-34[34]
Con il passaggio all'economia di mwahcguerra nel settembre 1939, tutte le società di vendita di oli minerali furono riunite nel mwahgArbeitsgemeinschaft Mineralölverteilung (AMV) e la benzina veniva senza marchio. La DAPG era ancora considerata una "società tedesca" e figurava nell'elenco delle società attive nel campo della difesa.cite-ref-35[35]
Nel 1950 la DAPG, rimasta presente nella mwah4Germania Ovest, venne rinominata mwah8Esso AGcite-ref-5-5-3[5] e nel 1999 trasformata in mwaiqEsso mwaiuDeutschland GmbH.
Il 1º ottobre 2018 la rete di stazioni di servizio passò al gruppo britannico EG.cite-ref-36[36]
Utilizzo dei marchi
Il nome mwajeEsso (che in mwajiinglese suona come la pronuncia delle lettere mwajmS-mwajqO (mwajuStandard Oil) e che deriverebbe, secondo alcuni, dell'espressione mwajyEastern States - Standard Oil) attrasse le proteste delle altre aziende scorporate dalla mwajcStandard Oil, a causa della similarità con l'acronimo dell'azienda originaria; alla Jersey Standard fu quindi impedito di usare il nome mwajgEsso negli mwajkUSA al di fuori degli stati che le erano stati attribuiti in seguito all'accordo mwajoantitrust del mwajs1911 sulla Standard Oil. Negli stati in cui il marchio mwajwEsso era vietato, la mwaj0società vendette la sua benzina con i marchi mwaj4Humble o mwaj8Enco.
Il mwakemarchio mwakiHumble fu usato nelle stazioni di rifornimento del mwakmTexas per diversi decenni, poiché le operazioni erano sotto la direzione della affiliata Humble Oil, e verso la metà-fine degli mwakuanni cinquanta si espanse in altri stati sud-occidentali, inclusi mwakyNuovo Messico, mwakcArizona e mwakgOklahoma.
Nel 1960, la compagnia prese il pieno controllo della mwakoHumble Oil and Rifining e riorganizzò la società. Il marchio mwaksEnco fu introdotto da Humble nel mwakw1960 in mwak0Ohio, ma fu presto rimosso dopo che la mwak4Standard Oil of Ohio (Sohio) protestò poiché mwak8Enco (acronimo per "ENergy COmpany") sembrava troppo simile ad mwalaEsso, anche perché ne utilizzava la medesima grafica. A questo punto, le insegne delle stazioni di rifornimento in Ohio vennero sostituite da mwaleHumble, finché il nome fu cambiato definitivamente in mwaliExxon nel 1972. Dopo essere stato rimosso dall'Ohio, il marchio mwalmEnco fu tuttavia introdotto in altri Stati "non-Esso". Nel mwalq1961, le stazioni mwaluHumble in Oklahoma, Nuovo Messico e Arizona furono ribattezzate mwalyEnco, e nel 1962, anche le stazioni di servizio del Texas abbandonarono il marchio mwalcHumble. Nel frattempo, Jersey diffuse il marchio mwalgEnco alle stazioni in tutto il centro-ovest e il nord-ovest, che fino ad allora erano state gestite da affiliate come Carter, Pate e Oklahoma.
Nel 1963 la Humble fu avvicinata dalla Tidewater Oil Company, una della maggiori compagnie lungo le coste occidentale e orientale, con l'offerta di comprare la divisione raffinazione e marketing sulla mwaloWest Coast. Con questa mossa la Humble avrebbe acquisito un grande numero di stazioni e una raffineria in mwalsCalifornia, che a quell'epoca rappresentava il mercato in maggior espansione in campo petrolifero. A bloccare l'operazione intervenne però il Dipartimento di Giustizia e nel 1966 le attività della Tidewater sulla costa occidentale furono cedute alla Phillips Petroleum. L'espansione della Humble in California e negli stati occidentali avvenne comunque, anche se con una diversa strategia: la compagnia iniziò a costruire nuove stazioni e a modificare il marchio di quelle esistenti da mwal0Humble ad mwal4Enco e acquistò inoltre un consistente numero di stazioni dalla Signal Oil nel 1967, e da lì a poco fece seguito l'apertura di una nuova raffineria a mwal8Benicia nel 1969.
Nel 1966, in seguito alle proteste sollevate dalla Standard Oil del Kentucky (a quel tempo una affiliata della mwameStandard Oil della California), il dipartimento di giustizia intimò ad Humble l'interruzione dell'uso del marchio mwamiEsso per diverse stazioni in molti stati sud-orientali. Per la fine del 1967, tutte le stazioni in ognuno di quegli Stati cambiarono marchio in mwammEnco.
Nonostante il successo della campagna pubblicitaria "Put a Tiger in your Tank" (in Italia "Metti un Tigre nel motore"), introdotta nel 1964 per promuovere i carburanti speciali Enco/Esso e l'uniformità a livello nazionale degli allestimenti delle stazioni di servizio, delle grafiche e dei prodotti, la compagnia aveva ancora alcune difficoltà nel promuoversi contro marchi nazionali affermati come mwamkTexaco - che, allora, era l'unica presente con un solo marchio in tutti i 50 Stati degli USA. I dirigenti della compagnia realizzarono verso la fine degli anni sessanta che era giunto il momento di sviluppare un nuovo marchio che potesse essere utilizzato al livello nazionale negli Stati Uniti. Inizialmente, si pensò di usare per tutte le stazioni il marchio mwamoEnco, ma quest'ipotesi fu scartata quando si scoprì che "Enco" in giapponese è usato come abbreviazione di "motore guasto" (エンジン故障, mwamsenjinkoshou).
La compagnia cambiò allora il suo nome istituzionale da mwaneJersey Standard ad mwaniExxon, modificando nell'estate-autunno mwanm1972 il brand a tutte le stazioni negli Stati Uniti, dopo un test di marketing del 1971 in cui erano stati sostituiti la dicitura e il logo Enco/Esso nelle stazioni di servizio di alcune città. L'assenza di vincoli all'uso del marchio Esso al di fuori degli Stati Uniti permise di mantenere questo nome in ambito extra USA. mwanqEsso è l'unico marchio direttamente derivato da Standard Oil ancora in uso "su larga scala"; altre compagnie derivanti dal gruppo, come la Chevron, mantengono alcune stazioni con il brand mwanuStandard Oil in alcuni stati per poter mantenere il diritto d'uso del marchio e fare in modo che altri non possano avvalersi di questa sigla.
Il logo rettangolare mwan8Exxon con la striscia blu in fondo e le lettere rosse con le due "X" collegate fu creato dal designer mwaoaRaymond Loewy. Le "X" collegate sono incorporate anche nel logo della ExxonMobilcite-ref-12-37-0[37]. La mwaoumascotte di Exxon è una tigre.
Note
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